Riparte il mercato immobiliare, nel 2015 affari in crescita del 6%

pubblicata il 27/11/2015 alle 00:00

È bastato che le famiglie sentissero aria di ripresa perché, mese dopo mese, tornassero a investire con sempre maggiore convinzione sul mattone. Nel 2014 le «manifestazioni di interesse» erano state 1.695.000 mentre quest’anno si arriverà a 3.159.000: circa un milione e centomila di famiglie si stanno «già muovendo» per comprar casa, mentre altri 2 milioni abbondanti dicono di volersi «attivare nei prossimi mesi». E questo fa dire a Nomisma, che ieri a Milano ha presentato il suo terzo Osservatorio immobiliare, che finalmente «l’Italia si è lasciata alle spalle la pesante crisi» dei mesi passati. Secondo le stime, infatti, quest’anno il numero di compravendite salirà del 6% a quota 442.546, dell’8,1% il prossimo anno (478.590), del 6,1% nel 2017 (a 507.919) e ancora del 3% nel 2018. I prezzi continueranno a calare, ma con minore intensità del passato

 

IL BOOM DEI MUTUI  

Determinante il ruolo delle banche, visto che ben il 75% delle famiglie può comprare casa solo accendendo un mutuo. Mentre la quota delle transazioni senza far ricorso al canale del credito è scesa al di sotto del 45%. La risposta delle banche c’è stata ed è stata «eclatante» segnala Nomisma, anche se «di gran lunga inferiore rispetto ai dati diffusi anche da autorevoli istituzioni nel corso dell’anno»: le erogazioni, a fine anno, arriveranno a quota 38,2 miliardi (+58%), con surroghe e sostituzioni che però passano dal 7,5% del 2014 al 26%.  

 

Per i prossimi mesi, comunque, Nomisma prevede una risalita «lenta» e «non priva di insidie», visto che «incombono ancora i retaggi del passato e il loro smaltimento potrebbe generare contraccolpi negativi». «Il quadro attuale offre istituti bancari più solidi che da tempo hanno avviato un piano di accantonamenti e nuovi capitali per l’irrobustimento patrimoniale, mentre altri - in numero non esiguo - presentano un’esposizione che necessita piani di intervento straordinari di durata pluriennale». Per Nomisma, in particolare, va scongiurato il rischio che «iniziative di dismissione massiva di asset immobiliari a garanzia di crediti pesantemente svalutati accentuino ancora una volta la pressione ribassista dei prezzi» generando uno choc soprattutto per gli immobili di impresa. 

 

Analizzando un campione di 13 città, la crescita del mercato risulta uniforme e diffuso sia per le residenze che per gli immobili ad uso produttivo..." 

ROMA
DA LA STAMPA ECONOMIA


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